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  2. Dieta dukan dei 7 giorni: cos'è e come funziona, cosa mangiare, menu
  3. Dieta Dukan dei 7 giorni: è veramente buono perdere peso così?

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La dieta Dukan dei 7 giorni , basata Chi vuole perdere peso è poi bersaglio Cosa ci spinge a comprare un prodotto piuttosto che un altro? In una pratica guida agli acquisti, il dottor Ongaro ci spiega che per tornare a un'alimentazione sana è indispensabile partire con il piede giusto, facendo la spesa giusta. Ecco allora 10 semplici regole per districarci Quello che inizialmente era solo un principio scientifico, controllare gli ormoni con la dieta e utilizzare il cibo come un

Probabilmente conoscete già la dieta che porta il mio nome.

Il successo del metodo che ho elaborato ha sconvolto la mia stessa esistenza, trasformandone profondamente obiettivi e prospettive. Tutto è iniziato in un momento in cui alcuni cominciano a pensare alla pensione, e oggi so di essere impegnato in una battaglia entusiasmante in cui le forze schierate in campo sono tragicamente impari: è la lotta di un solo uomo contro la malattia di una civiltà intera, una pandemia che il genere umano si sarebbe potuto risparmiare.

Considerato l intensificarsi della crisi globale del sovrappeso, con il mio libro intendo aprire un secondo fronte di battaglia. In questi ultimi anni ho scoperto che molte persone sono in sovrappeso moderato, e quindi hanno meno urgenza di dimagrire.

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Si tratta di individui dal rischio medico ridotto, dall appetito meno compulsivo, con una vita sociale molto aperta e meno inclini a concedersi troppo spesso piccoli capricci 8 alimentari, come un bicchiere di vino o qualche pezzetto di cioccolato. Sono persone che non hanno ancora maturato una piena motivazione, ma che tuttavia desiderano dimagrire, poiché hanno preso coscienza che il loro sovrappeso potrebbe facilmente aggravarsi.

So inoltre che alcune di queste persone, in seguito al disordine generale che ha caratterizzato la loro vita nel decennio precedente, hanno provato a seguire la mia dieta, ma non sono riuscite a portarla a termine perché troppo rigorosa per loro.

È per questa categoria di uomini e donne, la quale ha difficoltà a riconoscersi nel metodo originale, che ho ideato e sperimentato la Scala Nutrizionale di questo mio secondo fronte.

La mia pratica professionale, cioè ricevere e trattare pazienti nel modo tradizionale, e quindi visitarli e confrontarmi personalmente con i loro problemi, mi ha fatto capire che lottare efficacemente contro il sovrappeso è più che possibile. Ho cominciato da giovanissimo, e in quarantadue anni ho seguito e aiutato un gran numero di persone.

Poi, con il tempo, i suoi risultati si sono dimostrati talmente efficaci che ho sentito il bisogno di rivolgermi a più persone, di diffondere il mio messaggio attraverso un opera destinata a tutti.

La dieta Dukan, pubblicato per la prima volta in Francia nel , ha conosciuto un successo vertiginoso, e oggi viene letto in oltre 50 Paesi da circa 35 milioni di persone, tra cui 16 milioni di miei connazionali. I lettori hanno seguito in massa la dieta descritta in quel mio primo volume. Lo dico senza falsi pudori, perché non si tratta affatto di banale vanità, ma della dimostrazione che quell opera e il metodo che descrive hanno suscitato grandi speranze.

Lo studio del ha evidenziato, per la prima volta, una netta decelerazione del fenomeno del sovrappeso e dell obesità per quanto riguarda il periodo , proprio quello durante il quale in Francia il mio contributo di nutrizionista ha raggiunto il suo apice di diffusione. Tra la popolazione risparmiata dall avanzata inesorabile del sovrappeso ci sono obesi che per un terzo, ovvero circa persone, hanno più di cinquantacinque anni dati , vedi.

Si tratta della porzione di popolazione francese con il maggiore rischio di malattia. Esiste poi un altro studio, Obésité, condotto dal reparto di nutrizione dell ospedale della Pitié-Salpêtrière di Parigi, che ha osservato l efficacia della fase di stabilizzazione della mia dieta.

Un progresso senza precedenti e a dir poco incoraggiante!

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Qualcuno dirà che esagero, ma lo faccio perché comprendiate che c è in gioco qualcosa di vitale per VOI, ed è fondamentale che riesca a convincervi. Pare incredibile, ma nell odierno contesto mediatico tante delle personalità chiamate in causa non vogliono nemmeno sentir parlare di tale minaccia, e la spiegazione è molto semplice.

Come sapete, il nostro mondo globalizzato è in balia dell economia di mercato, e che cosa porta avanti e sostiene la logica del mercato? Che se una guerra del genere venisse realmente intrapresa e vinta, e se davvero un 10 metodo consentisse a tutti di dimagrire, parte dell industria agroalimentare, quella che genera e favorisce il ricorso indiscriminato a cibi di facile consumo, nonché una parte dell industria farmaceutica, quella che si dedica alle conseguenze del sovrappeso, si troverebbero in cattive acque.

Inutile sottolineare che questi due settori sono tra i più redditizi e più potenti delle economie occidentali.

L economia di mercato è pragmatica: i suoi rappresentanti non hanno difficoltà ad ammettere che la risoluzione del problema del sovrappeso migliorerebbe notevolmente il bilancio delle strutture sanitarie, ma aggiungono subito che il danno all economia nazionale sarebbe di gran lunga maggiore. E purtroppo è vero! Tuttavia, ciascuno di noi è chiamato a scegliere tra i bisogni della crescita economica della società e quelli personali, del benessere individuale e della qualità del vivere quotidiano, dell immagine di sé, del rapporto con gli altri e con se stessi, dell autostima, della salute e in definitiva della vita stessa.

Lo ripeto, malgrado talvolta sembri di sbattere contro un muro di ineluttabilità: è proprio facendo leva sul conflitto tra la salute economica e sociale e quella strettamente individuale che possiamo far scaturire una nuova forza, capace di trarre vantaggio da entrambi i fattori. Per esempio, la Coca- Cola ha creato bibite dietetiche adatte alle persone in sovrappeso: la versione Light e la Zero.

Anziché limitarsi a prosperare grazie a una bevanda che, com è noto, ha avuto un ruolo fondamentale nell esplosione dell obesità in America, la Coca-Cola ha saputo inventare qualcosa di analogo eppure diverso, senza zucchero né sciroppo di glucosio, e che ha comportato immensi benefici economici per l azienda.

Molti altri produttori stanno seguendo lo stesso esempio, compresi quelli del settore cerealicolo, e ormai commercializzano i loro prodotti in versioni meno dolci, meno salate, meno grasse, senza coloranti o additivi.

Per quanto mi riguarda, mi impegno affinché nasca un economia che possa arricchirsi grazie alla lotta contro il sovrappeso, una soluzione di gran lunga migliore a un economia che prospera grazie all obesità. Ma vado persino oltre: sono ormai anni che lavoro affinché il mio Paese diventi leader nella lotta al sovrappeso, nonché un laboratorio internazionale da cui scaturiscano proposte significative, destinate al miliardo e mezzo di persone in sovrappeso o obese in tutto il mondo.

Penso infatti che la Francia, più di 11 ogni altro Paese, abbia l autorità per diventarlo, in virtù tanto della sua gastronomia, che è un patrimonio culturale dell umanità, quanto dei suoi grandi cuochi di fama internazionale e della ricchezza di prodotti locali; per non parlare dell immagine della donna francese, celebrata ovunque per la sua eleganza e la sua linea, oppure del lusso, dell alta moda e del turismo, che rientrano tra le industrie di maggiore successo mondiale del Paese.

Quindi non ho motivo di dubitare che i nostri consigli possano essere ascoltati e abbracciati su scala planetaria. Ho maturato la decisione di aprire questo secondo fronte quando mi sono reso conto della sua importanza, e precisamente nel passaggio dalla cura diretta e personale dei miei pazienti al rapporto indiretto con loro attraverso le mie opere.

Da tempo sono convinto che il problema del sovrappeso sia ormai tale da non poter più essere controllato con i metodi tradizionali del contatto diretto medico-paziente.

In qualche raro caso i pazienti possono ancora trovare un nutrizionista disposto a pilotare il loro dimagrimento, ma non riusciremo mai a trovare i terapisti necessari per seguire i milioni di persone in sovrappeso in tutto il mondo. È stato questo il motivo che mi ha spinto a scrivere il mio primo libro, nell ormai lontano , quando ancora non immaginavo ottenesse un tale successo di pubblico.

Da allora ho rinunciato a visitare soltanto pazienti al giorno per dedicarmi, invece, a milioni di persone alla volta che avevano bisogno del mio aiuto.

Occorre tuttavia precisare che per dimagrire con il solo sostegno di un libro, a cui si chiede di fornire tutte le indicazioni necessarie, occorrono determinazione, motivazione ed esigenze specifiche, nonché un carattere e un profilo psicologico particolari.

Insomma, non è una cosa da tutti! Dopo avere capito che il mio metodo iniziale poteva risultare troppo aggressivo, troppo severo e persino troppo rapido per un ampia categoria di persone, mi sono messo al lavoro per elaborare una strategia differente. L interesse, l efficacia e le ripercussioni del secondo fronte sono stati lungamente messi alla prova, e oggi il mio nuovo metodo è pronto e perfezionato nei minimi dettagli.

Si tratta di una moda non solo inutile ma anche pericolosa, perché si propone di demotivare chi già fatica ad abbandonare certi alimenti ad appagamento immediato, che sono una facile compensazione per lo stress e le difficoltà della vita. Ogni giorno uomini o donne obesi di età superiore ai cinquantacinque anni, affetti da diabete o ipertensione, muoiono prematuramente.

Tale sforzo lo traumatizzerebbe al punto da indurlo a riprendere immediatamente i chili persi, se non addirittura a sviluppare disordini del comportamento alimentare. Quelli non compresi nella lista sono permessi in modo selettivo, graduale e mirato.

Molte persone che sono dimagrite grazie al mio metodo sostengono di averlo seguito senza particolari difficoltà. Gli inevitabili cambiamenti che propongo per sbarazzarsi dei chili superflui, a loro volta potenziale causa di handicap di vario genere, vengono accettati di buon grado, perché la gioia che scaturisce dal successo è intensa e gratificante.

Dopo la dieta i miei pazienti possono guardarsi allo specchio senza dover più distogliere lo sguardo, perché hanno finalmente ritrovato la forma di un tempo, recuperando autostima e gioia di vivere. Le diete dimagranti sarebbero pericolose.

Posso tranquillamente affermare che questo non solo è falso, ma che il vero pericolo consiste proprio nell assenza o nel rifiuto di una dieta efficace, perché l estrema nocività di sovrappeso e obesità è evidente: se prendiamo una persona con qualche chilo di troppo o addirittura obesa, l abuso di cibo è una chiara manifestazione di vulnerabilità, e del bisogno di gratificazione alimentare per far fronte a tale vulnerabilità. Chi non ha mai sperimentato la tentazione di placare un eccesso di collera o di lenire un dolore sgranocchiando qualcosa?

Per alcune persone questo si trasforma in un meccanismo automatico, una reazione sistematica che mette in pericolo la salute. Perdendo peso si abbassa il livello di glucosio nel sangue, si riduce meccanicamente la pressione arteriosa una minaccia per il cervello e per il cuore e inoltre si alleggerisce il carico sulle articolazioni vertebre, anche e ginocchia ; infine, scompaiono quasi sistematicamente le apnee notturne, che oltre a rovinare la vita finiscono per minacciarla.

Come ho detto, con questo libro intendo aprire un secondo fronte nella guerra contro il sovrappeso.

Eccone le motivazioni e i relativi vantaggi. Il primo fronte è quello del metodo da me creato tra il e il , una dieta a cui le persone che l hanno adottata hanno deciso di attribuire il mio nome. Nei suoi primi sei anni la dieta Dukan si è diffusa pressoché in silenzio, lontano dai clamori della stampa, attraverso il semplice passaparola e principalmente su quella grande piattaforma di comunicazione che è Internet.

Tutte le persone che ne hanno tratto beneficio l hanno raccontata a loro 14 modo, esprimendosi liberamente, motivate soltanto dalla sincerità e dalla volontà di trasmettere il messaggio. Dopo questi anni di relativo anonimato, Amazon ha diffuso un comunicato con cui informava che nella classifica delle sue vendite La dieta Dukan aveva addirittura superato Harry Potter!

Allora ero uno sconosciuto, sia per la stampa sia per i media.

Ricordo di aver ricevuto subito una ventina di chiamate da giornalisti che volevano sapere a ogni costo chi fossi. Nei sei anni successivi il libro ha continuato a riscuotere lo stesso successo, e intanto mi sono dedicato ad altri testi che, come il primo, diffondevano la buona novella di una dieta efficace come nessun altra proposta prima.

Con il tempo ho cominciato a constatare che forse sovrappeso e obesità, ormai percepiti ovunque come una pandemia per il genere umano, erano mali evitabili. L ondata di entusiasmo sollevata dalla mia dieta ha creato preoccupazione e scontento tra chi la considerava un pericolo per i suoi piccoli o grandi interessi, tanto da creare una vera e propria coalizione. Questo mi ha fatto riflettere, con umiltà e spirito costruttivo.

Dopo molti anni di professione medica ho imparato a riconoscere il modo in cui i miei pazienti pensano e agiscono, benché non ne siano sempre del tutto consapevoli, né abbiano totale padronanza dei propri mezzi. Facendo appello alla mia sensibilità e all empatia, ho finito per comprendere i loro tratti psicologici. Quando un uomo o una donna ingrassano, non è mai perché l hanno voluto. Se i chili superflui diventano troppi, generano un insoddisfazione che sfiora la sofferenza, senza peraltro far cessare i comportamenti che li hanno prodotti.

Per quale motivo e come accade che una donna che all epoca del suo primo figlio, intorno ai venticinque anni, pesava 65 chili per 1 metro e 65 di altezza accetti di pesarne 10 di più a trent anni e poi di arrivare a 85, se non addirittura a 90 chili, qualche anno dopo? È un fenomeno che ho potuto constatare spesso durante le mie visite private.

A un certo punto giunge il momento in cui il sovrappeso diventa opprimente, e la sofferenza che procura finisce per superare quella soggiacente. La misura è colma e la decisione di dimagrire diventa una scelta obbligata, come un frutto maturo che si stacca dal ramo. Tenuto conto del profilo emotivo e affettivo delle persone che sono ingrassate affidandosi a questa sorta di stampella alimentare, è indispensabile porsi la seguente domanda: come potranno rinunciarvi?

E con che cosa potranno rimpiazzarla? La risposta del mio metodo, ovvero il primo fronte, è sempre stata che la migliore ricompensa è quella garantita dal successo della propria intraprendenza, ovvero la perdita di peso conquistata con le proprie forze e il conseguente recupero dell autostima. È per questo motivo che mi sono sforzato di fornire ai miei pazienti un piano di dimagrimento che fosse molto efficace, in particolare all inizio, in modo da rinsaldare la loro motivazione.

Quando persone che pensavano di non potercela fare dimagriscono rapidamente e significativamente, sperimentano orgoglio e rinnovata capacità di volersi bene, e la gioia istantanea procurata dal fatto di essere dimagriti funge da anestetico per le difficoltà dell impresa.

Tali testimonianze mi hanno toccato, allora mi sono chiesto se quel rigore che andava benissimo per alcuni non potesse in effetti allontanare altri, emarginandoli e lasciandoli alla mercé dei mercanti di sogni, che propongono l abbandono delle diete dimagranti. Ho inoltre prestato ascolto a tutti quelli che, dopo essere dimagriti grazie alla mia dieta, hanno recuperato i chili persi perché non sono riusciti a seguire le sue ultime fasi, e che volevano sapere se potevano riprendere il cammino con l ardore e la motivazione iniziali.

Si tratta di individui che non hanno fretta di dimagrire, non devono far fronte a patologie preoccupanti o, più 16 semplicemente, non hanno la stoffa degli eroi. Sono uomini e donne che provano l istinto assolutamente umano di lasciarsi tentare, e non possono immaginare di trascorrere due mesi senza bere un po di vino, senza sgranocchiare cioccolato e senza godersi le gioie della convivialità al ristorante nei fine settimana, sebbene in fondo desiderino perdere peso.

Secondo le mie statistiche personali, elaborate attraverso i questionari inseriti nei miei libri, un lettore su due riesce effettivamente a dimagrire, e nella metà dei casi stabilizza il suo peso.

Il secondo fronte è quindi rivolto a chi non è riuscito a dimagrire, a chi è riuscito a dimagrire ma non ha stabilizzato il suo peso o, ancora, a chi non ha maturato la motivazione necessaria. Sono sempre rimasto in contatto con le moltissime persone che si rivolgono a me, e oggi lo sono più che mai.

Ci sono pazienti che, dopo avere provato e abbandonato, mi chiedono se possono ripartire con il metodo iniziale, il primo fronte, ricominciando da zero. Vogliono riprovare a combattere il sovrappeso, sono pronti a tornare sul campo di battaglia, perché ora che conoscono il motivo per cui hanno fallito, si sentono più determinati e vogliono farcela.

Non sempre una dieta permette di raggiungere l obiettivo al primo colpo. E come dimostrano esperienza e statistiche, per chi reagisce alle difficoltà con una tale motivazione, il metodo originale ottiene il risultato sperato; pensate ai fumatori, che spesso riescono a sbarazzarsi della sigaretta soltanto al secondo tentativo.

A ogni modo, ultimamente è una diversa categoria di persone che ha suscitato il mio interesse. Si tratta di quei pazienti per i quali il mio metodo originale è risultato troppo ambizioso, troppo difficile, specie per la fase della vita che si trovavano ad attraversare.

La stessa persona che si è dedicata anima e corpo a una certa dieta senza incontrare difficoltà, oggi potrebbe non essere più in grado di farlo. Inoltre, ho pensato a tutti quelli che fanno troppo affidamento sulla gratificazione alimentare per potervi rinunciare per molti giorni di fila, o a quelli che hanno pochi chili da perdere e per i quali il primo fronte potrebbe 17 risultare fin troppo efficace.

In altre parole, ho voluto rivolgermi a chi è più epicureo che stoico! È per loro che oggi apro questo nuovo fronte, per cercare una riconciliazione e soprattutto per non abbandonarli al potere delle lobby e a tutte le voci che, più o meno intenzionalmente, li spingono a rinunciare senza nemmeno avere provato. Prima di proseguire vorrei ringraziare i dottori Robert Atkins e Michel Montignac quest ultimo scomparso nel , che ho avuto il piacere di incontrare rispettivamente a New York e a Parigi.

Questi due nutrizionisti di grande talento mi hanno raccontato della propria vita e della propria lotta contro l obesità e il sovrappeso. Ho imparato molto dalla loro testimonianza e dalle difficoltà che hanno incontrato cercando di imporre il loro metodo. È un peccato che non abbiano scritto la loro storia e le loro ricerche, perché sono convinto che entrambi abbiano contribuito in modo assai rilevante e innovativo al nutrizionismo del XX secolo.

Ci sono validissimi motivi per puntare il dito contro le malefatte del sovrappeso, che è ufficialmente considerato dall OMS il quinto flagello dell umanità, per questo il mio atteggiamento è quello di un soldato.

L HO già detto: oggi nessuno ingrassa di proposito. Se con il tempo avete preso un chilo dopo l altro, o addirittura una decina di chili dopo l altra, sicuramente non ve lo siete cercato. Forse nella vostra famiglia c è una tendenza a ingrassare: il fattore genetico è innegabile, ma è parziale e non decisivo.

È una vera e propria malattia che si sviluppa crescendo e invecchiando, e che ci condiziona in ogni fase della vita: un numero crescente di noi, infatti, non è felice. Lo dico chiaramente, e sono consapevole di affermare qualcosa di poco piacevole, ma poiché una percentuale considerevole della popolazione adulta dei Paesi sviluppati vive in una condizione di sovrappeso, e in molti casi si ritrova imprigionata in un corpo difficile da amare e sopportare, credo sia necessario rinunciare alle motivazioni aneddotiche, personali e aleatorie, evitando di dare la colpa alla mancanza di volontà.

C è bisogno di una spiegazione più generale. La mia opinione è che il sovrappeso sia soprattutto una questione sociale e comportamentale, prima ancora che nutrizionale. Lo dico sulla base di una lunga esperienza e dopo avere studiato migliaia di casi.

È sufficiente menzionare due dati di enorme rilevanza: 20 Il fenomeno del sovrappeso è estremamente recente, e prima del non esisteva in quanto fenomeno di massa, tanto che non era neppure censito. Oggi il sovrappeso non è un problema circoscritto geograficamente, lo ritroviamo in tutti i Paesi del mondo, tranne quelli in cui si patisce la fame, ovviamente.

La piaga dell obesità è ancora più profonda negli Stati Uniti, ovvero la nazione che ha inventato ed esportato nel mondo il nuovo modello di vita che oggi tutti adottiamo. Perché possa riuscirci, tuttavia, deve disporre delle informazioni necessarie per scegliere e gestire il proprio avvenire.

La Cina, che soltanto quindici anni fa non conosceva le insidie del sovrappeso, oggi conta il maggior numero di abitanti in sovrappeso, nonché cosa molto più grave la più forte incidenza di diabete infantile, una malattia che all epoca in cui studiavo medicina non esisteva nemmeno!

Negli ultimi decenni abbiamo semplicemente cercato di guadagnare tempo, riducendo la preoccupazione di eliminare i chili di troppo a una fantasia o a un capriccio del gentil sesso. Inoltre, nel sovraccarico ponderale dell obeso abbiamo soltanto voluto riconoscere l apparenza gioviale del gaudente, di uno che sa apprezzare i piaceri della vita. Intenzionalmente o meno, abbiamo cercato soprattutto di sdrammatizzare il problema, sottovalutandone le conseguenze sanitarie ed evitando di sensibilizzare l infinità di persone del tutto ignare dei rischi del sovrappeso e dell obesità.

Del resto, l obesità non è una patologia come tante altre: nessuno di noi viene al mondo obeso. Molti, invece, finiscono per diventarlo. Ma prima dell obesità passano immancabilmente attraverso la fase del semplice sovrappeso, per poi superare, senza neppure accorgersene, la fatidica soglia di 21 IMC 29 indice di massa corporea. In tutti gli alimenti che si possono assumere durante questa fase sono 72, tutti a base di proteine pure.

Queste giornate vengono anche chiamate giornate PV. Sono anche accettati ma non sempre le barbabietole e le carote. Estremamente vietato mangiare patate, mais e anche i legumi come piselli, lenticchie e fagioli.

Dieta Dukan dei 7 giorni: è veramente buono perdere peso così?

Terza fase di consolidamento Come terza fase della Dieta Dukan, troviamo quella detta fase di Consolidamento. La camminata rimane di 30 minuti. Rigorosamente integrale e non più di 45 gr. Non scordate la camminata di 30 minuti. Piccolo sforzo, grande risultato! Probabilmente sarà necessario eliminare qualche brutta abitudine, come un dolcetto a metà mattina o uno snack salato.

Sarà anche un modo per imparare a cucinare piatti nuovi e metterci alla prova sia a tavola che in cucina! Con la possibile conseguenza di essere meno reattivi allo sviluppo di certe malattie, come alcuni tumori.

Inoltre, come già accennato, è possibile che nel tempo questo regime alimentare alteri il metabolismo corporeo, con un conseguente effetto yo-yo.