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Scarico delle acque


Le acque reflue si dividono in categorie a seconda della provenienza degli scarichi: acque reflue urbane: acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue. In chimica ambientale e ingegneria ambientale le acque reflue o di scarico sono tutte quelle rappresentati dagli organismi animali e vegetali presenti nell'acqua​. Ciascuna delle classi summenzionate può essere ulteriormente suddivisa in. Tutte le norme vigenti inerenti gli scarichi di acque reflue assumono il dato degli AE sia per l'individuazione dei sistemi di trattamento appropriati. La norma individua una serie di condotte circa lo sversamento di acque di scarico e le qualifica come penalmente rilevanti e meritevoli di. La problematica delle acque di pioggia. di controllo degli scarichi di acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti fognarie separate degli agglomerati.

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Scarico delle acque

ARPAT ha competenze istruttorie e di controllo. Non effettua controlli per quanto riguarda gli scarichi di acque reflue domestiche ed assimilate. Qual è la normativa di riferimento per le acque di scarico? La normativa di riferimento è il D. Gli scarichi delle abitazioni sono di pertinenza dei proprietari delle stesse, ci sono poi condutture comuni di pertinenza del condominio.

In caso di perdita accidentale di reflui da una fognatura pubblica in area pubblica, cosa deve fare il cittadino che la osserva?

Gli agglomerati con un numero di abitanti equivalenti superiore a devono essere provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane.

Sono ammesse deroghe in caso di agglomerati numericamente inferiori. Ci sono diversi possibili recapiti o ricettori di uno scarico: fognatura pubblica, acque superficiali fossi campestri, canali, torrenti, corpi idrici artificiali, laghi, mare e suolo. È vietato lo scarico diretto nelle acque sotterranee e nel sottosuolo, con le uniche eccezioni di: scarichi nella stessa falda delle acque utilizzate per scopi geotermici, delle acque di infiltrazione di miniere o cave o delle acque pompate nel corso di determinati lavori di ingegneria civile, ivi comprese quelle degli impianti di scambio termico; scarico di acque risultanti dall'estrazione di idrocarburi nelle unità geologiche profonde da cui gli stessi idrocarburi sono stati estratti ovvero in unità dotate delle stesse caratteristiche che contengano, o abbiano contenuto, idrocarburi, indicando le modalità dello scarico; scarichi nella stessa falda delle acque utilizzate per il lavaggio e la lavorazione degli inerti, purché i relativi fanghi siano costituiti esclusivamente da acqua ed inerti naturali ed il loro scarico non comporti danneggiamento alla falda acquifera.

È necessario rivolgersi al Comune sul cui territorio dovrebbe avvenire lo scarico idrico. A chi ci si deve rivolgere?

È necessario rivolgersi al SUAP del Comune per avere le informazioni circa la presentazione della richiesta di autorizzazione. Sono previste per le imprese delle procedure semplificate per il rinnovo delle autorizzazioni?

In caso di mancata ottemperanza agli obblighi indicati, l'autorizzazione allo scarico si considera a tutti gli effetti revocata. Gli scarichi di cui alla lettera c del comma 1 devono essere conformi ai limiti della Tabella 4 dell'Allegato 5 alla parte terza del presente decreto.

Resta comunque fermo il divieto di scarico sul suolo delle sostanze indicate al punto 2. Scarichi nel sottosuolo e nelle acque sotterranee Art. In deroga a quanto previsto al comma 1 Art. Valori limite Limiti di emissione degli scarichi idrici Allegato 5 alla parte terza D. Tabella 3 Valori limiti di emissione in acque superficiali e in fognatura Una distinzione dogmaticamente importante, effettuata dalla dottrina, risulta essere tra due gruppi di condotte: quelle abusivamente originarie, che involgono tutte le condotte di scarico delle acque reflue industriali mai autorizzate da parte della autorità amministrativa competente in tale campo e dunque svolte in assenza ab origine di qualsivoglia autorizzazione, e quelle abusivamente sopravvenute, originariamente svolte in presenza di un atto autorizzativo regolarmente richiesto e rilasciato ma successivamente venuto meno, dunque sospeso o revocato.

Tale qualificazione giuridica determina, di conseguenza, rilevanti effetti in materia di consumazione e decorso del dies a quo prescrizionale, fissando entrambi i momenti nella cessazione dello stato di antigiuridicità, elemento stabile e centrale della permanenza del reato. Inoltre, sanzionando condotte di scarico di acque reflue provenienti da un settore come quello produttivo, si richiede necessariamente una particolare ed intensa informazione ed aggiornamento degli operatori del settore in ordine alle normative di settore, restringendo ulteriormente la possibilità di una negligenza scusabile.